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Gianni Delrio: “L’epidemia ci deve fare riflettere. Il Bibbiano San Polo ripartirà dai giovani”

11/04/2020

l direttore generale della società della Val d’Enza: “Ci saranno grossi problemi economici per tutti. Questo dramma ci farà riflettere. Ci saranno tagli, a partire dalla nostra prima squadra, dove si giocherà sempre più per passione e attaccamento ai colori sociali. Spero che l’Amministrazione di aiuti a completare gli investimenti già fatti sulle strutture, realizzati al 70-80%. Il budget che rimarrà sarà centellinato e investito soprattutto a favore dei ragazzi del vivaio”

Quale sarà il futuro del calcio reggiano? Come ripartiranno i campionati nella prossima stagione a livello giovanile, visto che questa sembra ormai abbia concluso ogni suo sforzo? Come si ristruttureranno le società? In quante di esse si iscriveranno? Queste e altre domande se le stanno ponendo un po’ tutte le società sportive, tra le quali il Bibbiano San Polo, che, ormai da anni, si è prefissato come “mission” non tanto il rimanere a tutti i costi in Eccellenza, ma il valorizzare il proprio vivaio e le risorse umane del territorio, cercando quindi di fare calcio ai più alti livelli possibili proprio puntando sui giovani della Val d’Enza, anche in Eccellenza.

“E’ vero, la nostra “mission” è questa e ci sta riuscendo anche abbastanza bene – ci spiega Gianni Delrio, il direttore generale del Bibbiano San Polo – Anche noi, però, come tante altre società siamo in attesa di capire quale sarà l’evoluzione del calcio dilettantistico e giovanile nel prossimo futuro. Tutti i giorni sentiamo previsioni di ogni tipo e molte di esse hanno generato anche confusione, forse creando troppe aspettative. A mio avviso, la realtà dei fatti è questa: dobbiamo stare tutti più tranquilli e sereni e attendere indicazioni da coloro che conoscono la materia, senza fare progetti e programmi. In questo senso, il direttivo del Bibbiano San Polo, sta lavorando su alcune ipotesi che nei tempi e nei modi opportuni ci porteranno a determinate scelte”.

Su cosa state ragionando nello specifico?

“Su una precisa proposta formativa per i nostri ragazzi relativa alla prossima annata calcistica. I problemi, però, non mancheranno: basti pensare solo al problema delle quote che mi auguro tutte le famiglie riusciranno a pagare, quote che senza l’ausilio dei nostri sponsor, già oggi, non bastano a coprire la vita della società. Figuriamoci nei prossimi mesi…”.

Cosa credi che accadrà nella vita quotidiana delle famiglie e di conseguenza anche nel calcio?

“Le vite della maggioranza dei cittadini saranno stravolte: prima dello sport ci sono infatti gli ambiti familiari che devono sopravvivere. Tante piccole realtà economiche non partiranno affatto e la percentuale degli indigenti sarà sempre più elevata, anche in Val d’Enza. Noi, ora, stiamo ragionando su organizzazione e investimenti, ma arriveremo fin dove potremo, non certamente oltre. Il problema è che, ad oggi, non sappiamo neppure dove si potrà arrivare realmente”.

In tutto questo non vedi alcun aspetto positivo?

“Sì, ce ne sono due: il primo è che ognuno di noi ha potuto trascorrere più tempo con la propria famiglia e il secondo è che il calcio farà finalmente un passo indietro. Tre anni fa, in un’intervista, dissi che era fondamentale investire sulle strutture, sul materiale tecnico, sui centri sportivi e sulla formazione. Oggi confermo tutto questo e affermo che abbiamo investito davvero tanto in questi tre anni, ma ora dovremo limitarci a ultimare determinati investimenti iniziati e quasi giunti al termine che, se non riceveranno aiuti dalle Amministrazioni faranno fatica ad essere conclusi pur essendo arrivati al 70-8’% del loro compimento”.

E il vivaio? Ora che avete espanso l’attività, rischiate di dover tagliare dei costi anche lì?

“Il vivaio sarà sempre la nostra priorità, ma qualunque società che abbia dalla prima squadra alla Scuola calcio deve essere gestita come da un buon padre di famiglia: trovare i mezzi di cui possiamo disporli e gestirli con oculatezza, cercando di dare ciò che si può, ma non oltre”.

Bibbiano ha vissuto una decina da Covid 19 di decessi e centinaia di casi. Sei preoccupato?

“Sì, i numeri sono quelli. Il mio primo pensiero va infatti a queste persone e a queste famiglie e parlare di sport in questo momento è davvero difficile. Se ne parlo è perché credo che lo sport possa trasformarsi in una speranza per tutti, indipendentemente dalla disciplina, ma questo evento, dovrà insegnare tanto ad ognuno di noi”.

Tornando al calcio, partirete dal taglio dei compensi ai giocatori della prima squadra, vero?

“Occorre limitare le spese e gestire bene le risorse. Oggi posso pensare che uno dei nostri sponsor, per passione, ci possa continuare a dare una mano, ma più avanti temo ci saranno problemi e qualche “no” lo riceveremo. I nostri sostenitori vanno dal piccolo artigiano alla multinazionale e il contributo di ognuno di essi è fondamentale. Il nostro budget di previsione, che fino ad oggi era annuale, ora diventerà mensile, bimestrale e trimestrale. Tante idee che avevamo già “budgettizzato” saranno ridotte, rinviate o addirittura cancellate. I compensi ai giocatori della prima squadra rientrano in questo contesto. D’altro canto, io ho sempre pensato questo: il calcio è un piacere, una passione, non un lavoro: giocherà con noi chi dimostrerà vero attaccamento alla maglia e ai colori del nostro paese. Il lavoro è un’altra cosa ed è una necessità, il calcio no”.

Quindi ci saranno campionati con sempre più giocatori locali. Un po’ come una volta…

“A mio avviso sì e sarà bello. Dalla Terza categoria alla Serie D ci si sta chiedendo quante squadre si iscriveranno e quante avranno disponibilità economiche. Anche a livello di Juniores ci saranno problemi per molti, visto che gli Juniores generalmente non li si fanno pagare. Insomma, dovremo fare tutti non uno, ma tre passi indietro, a partire dalle prime squadre e in questi momenti di “arresti domiciliari” per ognuno di noi l’obiettivo di ricominciare ad allenarsi dovrà essere uno stimolo davvero forte per continuare a credere nella propria società, nei nostri giovani e nello sport più bello del mondo”.

                                                                                                       Lorenzo Chierici (Ufficio Stampa Bibbiano San Polo)

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