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METEO A BIBBIANO

METEO A SAN POLO D'ENZA

Il presidente Alberto Zanichelli suona la carica: "Il Bibbiano San Polo lotterà fino alla fine per restare in Eccellenza"

19/04/2018

Restano ancora tre gare per decidere chi retrocederò direttamente e chi andrà ai playout. Bisogna fare punti contro Folgore Rubiera, Salsomaggiore e Casalgrandese. "Dobbiamo farlo per noi e per chi sta dando tutto, altrimenti sarebbe tempo perso. Agguantare i play out è un nostro preciso obbbligo"
LORENZO CHIERICI
Soltanto tre gare per agguantare i play out, per poi giocarsi il tutto per tutto agli spareggi. Il Bibbiano San Polo ha il sacrosanto dovere di provarci fino alla fine.
«E’ assolutamente così - dice convinto Alberto Zanichelli,  presidente della società della Val d’Enza - Abbiamo l’obbligo di crederci, ma non tanto per il risultato sportivo in sé, quanto per tutti coloro che stanno lavorando attorno alla prima squadra; se così non fosse significherebbe che ognuno di noi sta buttando via il proprio tempo. Nonostante il fatto che di recente non siano arrivati risultati brillanti, ci sono ancora reali possibilità di aggrapparci all’ultimo posto play out. Finché c’è vita, c’è speranza».
Certo, anche perché gli impegni presi dalla società non sono stati piccoli...
«C’è stato senz’altro un grosso sforzo economico da parte della società, ma c’è costantemente tra le tante persone che si fanno “il mazzo” durante la settimana e se tutto fosse tutto riconducibile all’impegno profuso, non saremmo certamente in questa situazione. A questa squadra e a questo staff posso contestare tutto, ma non certamente l’impegno. Forse ci sono mancati un po’ di cinismo e di cattiverie per recuperare alcune situazioni, ma è altrettanto vero che abbiamo vissuto una stagione davvero negativa condizionata dai vari disastri che sono successi, a partire dai gravi infortuni a giocatori per noi determinanti che hanno praticamente saltato l’intera stagione e via dicendo. Malgrado questo in gennaio abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere, rinforzando l’organico e ci siamo riusciti, ma i punti hanno fatto fatica ad arrivare. San Felice e Salsomaggiore a mio avviso hanno un organico inferiore al nostro, ma anche altre compagini non ci sono sono superiori».
Il problema, quindi, è che il Bibbiano San Polo la formazione titolare praticamente non l’ha quasi mai utilizzata...
«Abbiamo iniziato ad avere una rosa che potesse permetterci numericamene affrontare la categoria da gennaio in avanti, visto che fino a quel periodo avevamo 11-12 giocatori. Inoltre, come se non bastasse, Beatrizzotti ha deciso di smettere di punto in bianco, Scarpa si è rotto il ginocchio dopo tre partite, Bandaogo pure, poi è andato al Castelfranco, da rotto, ma ora sta giocando, altri si sono stirati e strappati; Faye, ad esempio, ha subito due infortuni muscolari in una sola stagione, questa, quando prima non si era mai fatto male neppure una volta; insomma, tegola dopo tegola siamo arrivati a questa situazione. Anche lo stesso staff tecnico ha potuto lavorare con un gruppo compatto soltanto negli ultimi tre mesi. I punti persi all’inizio sono difficili da recuperare, ma gli infortuni ci stanno condizionando ancora. Insomma, parliamoci chiaro, fare a meno di un giocatore come Gianmarco Scarpa, può essere disastroso, visto che considero Gianmarco uno dei migliori centrocampisti della categoria e per chiunque sarebbe pesantissimo supportare un’assenza del genere, figuriamoci per noi. Comunque sia, andiamo avanti e a inizio maggio faremo i conti dovuti».
State già programmando il futuro, almeno in parte?
«Sì, certo, lo stiamo già facendo sotto vari aspetti, mentre per quanto riguarda la prima squadra siamo concentrati sull’oggi. Che sia Eccellenza o Promozione alcune valutazioni potranno anche cambiare, quindi non ha senso che ci si concentri ora quando è tutto i movimento. Pensiamo al quotidiano e cerchiamo di fare il meglio possibile per strappare una salvezza, attraverso i play out, che dall’esterno sembra davvero difficile da raggiungere. L’obbligo, comunque, è quello di crederci fino alla fine».
La Juniores ha iniziato male, ma ora sta andando alla grande?
«Anche in quella squadra, a inizio stagione, abbiamo avuto infortuni e defezioni a non finire, poi abbiamo recuperato atleti importanti che erano fuori e finalmente abbiamo infilato quelle 7-8 vittorie consecuitive che ci hanno permesso di essere di nuovo lì davanti, dove credevamo di poter arrivare ad inizio stagione. Il nostro settore giovanile, parlandone più in generale, sta crescendo sotto tutti i profili e i risultati, anche quelli sul campo, non solo in termini numerici, lo confermano. Non sono comunque le vittorie che contano, visto che fino a una certa età, quindi fino a 16 anni, a mio avviso, il calcio va vissuto a livello aggregativo e di crescita di gruppo; è altrettanto vero che se tutto questo viene supportato da risultati positivi nelle partite, la situazione non può che essere migliore. Insomma, essendo nati cinque anni fa, ci stiamo consolidando a certi livelli e questo mi tranquillizza e mi dà carica per il futuro; anche a livello societario, infatti, stiamo diventano una realtà importante del territorio che era l’obiettivo che ci eravamo prefissati quando siamo partiti come Bibbiano San Polo, un obiettivo che vedeva come primo traguardo proprio la crescita del settore giovanile».
Ci sono invece novità societarie?
«Progressivamente sta aumentando il numero dei dirigenti, la base che produce, che sono quelli che fanno la differenza. A noi non servono amministratori delegati o direttori generali, ci serve di più uno che al sabato mattina si tiri su le maniche, si infili un paio di stivali e vada a segnare un campo. In quel senso, forse anche perchè stiamo facendo bene da vari punti di vista, c’è gente che chiede di entrare per poter dare una mano. Possiamo crescere ancora, ma siamo soddisfatti di quanto stiamo raccogliendo. Anche le collaborazioni con Anspi, Barcaccia, Terre di Canossa, Helder Camara stanno andando avanti  molto bene; i progetti con loro si stanno consolidando e il punto focale è quello di dare delle opportunità sportive e calcistiche, nello specifico, al nostro territorio, in modo che i ragazzi, che siano di Ciano, di San Polo o di Canossa, abbiano la possibilità di trovare squadre a vari livelli che conceda loro la possibilità di fare calcio, quasi a chilometri zero».
Chiudiamo con il clinic col Real Madrid per i ragazzini dai 7 ai 14 anni, in programma a San Polo dall’11 al 15 giugno prossimi. Il fatto che i “galacticos” abbiano cancellato la Juventus nei quarti di finale di Champions, potrà avvicinare qualche ragazzo in più all’iniziativa?
«Mi sono unito agli spotivi dello Juventus Stadium in occasione delle magìe di Cristiano Ronaldo che ho applaudito. Non so se la vittoria del Real inciderà sul nostro evento; di certo in quella partita ci sono visti gesti tecnici di grande spessore. Abbiamo già raggiunto il numero minimo di iscritti, ma qualche posto c’è ancora, gli ultimi ovviamente. Si tratta di un progetto che, quando ci è stato proposto, abbiamo accettato subito perché l’interfaccia col Real era Marco Montresor che teneva i nostri camp estivi già in passato e lui era una garanzia di qualità dell’evento. Abbiamo quindi dato forza al progetto e i numeri, anche in questo cambito, pare proprio ci stiano dando ragione».

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IL REAL MADRID A SAN POLO D'ENZA
La Scuola calcio del Real Madrid arriva in terra reggiana e lo fa attraverso un accordo col Bibbiano San Polo, che, in un processo di crescita del settore giovanile, con il coinvolgimento di altre realtà della zona come Anspi Bibbiano, Barcaccia, Oratorio Helder Camara e Terre di Canossa, sta sempre più diventando il punto di riferimento per il calcio giovanile dell’intera Val d’Enza. Il Bibbiano San Polo, infatti, da lunedì 11 a venerdì 15 giugno ospiterà cinque giorni di clinic con gli istruttori del Real Madrid cinque giorni da non dimenticare, un momento unico e “obbligatorio” per tutti i giovani innamorati del bel calcio.

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